Archive for Luglio, 2007

Mini-guida per rendere il proprio sito di tipo web 2.0

Logo fondamentale del Web 2.0.

Si fa sempre un gran parlare della “filosofia” del web 2.0, perciò potreste desiderare di avere pure voi un sito web consono ai nostri tempi. Come possiamo trasformare il nostro vecchio sito web in uno nuovo fiammante e alla moda (concedetemi l’espressione)? Questa breve guida ce lo permetterà.

  1.  Scegliamo un nome di dominio adatto: il consiglio che posso darvi è quello di partire dalle parole chiave di vostro interesse e di farle precedere da un “my” (es.: mykeyword.com). Si usano molto i nomi che finiscono in “r” troncando l’ultima vocale (es.: mytestr.com anziché mytester.com). Questo punto, per quanto sia il primo, non è obbligatorio, tuttavia fa il suo effetto sulla gente. Cercate però di non scegliere un nome troppo lungo o sarà difficile da ricordare.
  2. Usa font tendenzialmente più grandi e di facile lettura. Attenzione però a non esagerare! ;-)
    Un’altra cosa buona da fare è far sì che le pagine siano costituite da HTML standard con fogli di stile CSS: sono più manutenibili.
  3. Sostituisci le categorie con i tags:  ormai la maggior parte della gente è abituata a cercare ciò che le interessa attraverso i cosiddetti tag. Ogni contenuto (articolo, news o quant’altro) dovrebbe avere dei tag pertinenti agli argomenti trattati. Metti inoltre in mostra nel tuo sito la “tag cloud”, ossia un riquadro contenente i vari tag scritti con font di dimensioni diverse: così si capisce quali temi prevalgono rispetto agli altri.
  4. La sezione delle news deve trasformarsi in un blog, che è qualcosa di molto più dinamico e accattivante. In tal modo le persone possono essere più propense a leggere ciò che abbiamo scritto.
  5. Aggiungi un link o un’immagine per l’iscrizione al tuo feed RSS, affinché sia ancora più facile fidelizzare i visitatori. A proposito, se non gestisci un feed RSS, dovresti aggiungere questa funzionalità al tuo sito.
  6. Favorisci l’inserimento dei tuoi contenuti sui siti di bookmarking sociale. Devono essere ben visibili link o piccole immagini (meglio le seconde) che diano modo ad ogni utente di diffonderli nel web, tramite Digg, Reddit, Oknotizie e molti altri.
  7. Daì la possibilità a tutti di commentare. Molti software, come Wordpress ad esempio, offrono questa funzione nativamente: la partecipazione dovrebbe aumentare grazie al fatto che servirà meno tempo perché le persone scrivano il proprio pensiero.
  8. Non far visualizzare le statistiche relative alle visite. Solitamente servono solo ai webmaster stessi e non c’è motivo per far sapere che la pagina XYZ è stata visitata 435 volte, anzi potrebbe essere controproducente.
  9. Le pagine dovrebbero avere nomi significativi. Evitiamo URL del tipo http://zzz.com/home.php?id=4896&news=345. È di gran lunga meglio una dicitura del tipo http:///zzz.com/titolo-della-pagina. Il mod rewrite può essere davvero prezioso per raggiungere questo obiettivo.
  10. L’utente è al centro del sito (metaforicamente): dobbiamo metterci a ragionare con calma, per capire realmente quali modifiche siano necessarie affinché il nostro sito web sia orientato alla collaborazione di chi lo usa. Un modo è quello di includere, nel sistema di attivazione degli account, una pagina predisposta all’invio degli “inviti” per venire sul sito: in pratica è come usare una sorta di passaparola informatico! :-D

Questo articolo non è stato scritto con la presunzione che possa essere assolutamente esaustivo, ci mancherebbe. Ad ogni modo, sono convinto che i punti illustrati sopra potranno esservi utili!

80 siti di file hosting e sharing per tutti i gusti

Sono convinto che avremo usato tutti almeno qualcuno di questi servizi web che adesso andrò ad elencare, almeno quelli più famosi. Questo articolo vi dà lo spunto per poterne provare altri che potrebbero essere adatti alle vostre esigenze.

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Firefox 3, ora con funzione di zoom

Finalmente Firefox 3 include la tanto agognata funzionalità di zoom su tutta la pagina, immagini comprese. In questo modo si va a sopperire ad una mancanza che il browser di casa Mozilla aveva nei confronti dei suoi principali rivali, Opera e Internet Explorer 7.

Volendo essere precisi, coloro che hanno già scaricato le versioni cosiddette nightly builds avranno notato che questa feature non è accessibile, nel senso che non ci sono menu, pulsanti o tasti scorciatoia che permettono di usarla (sebbene sia già stata implementata dagli sviluppatori). Chiaramente, quindi, i test intensivi sono rimandati al prossimo futuro.

Ma che dire se noi volessimo provare la funzione di zoom ora? Scarichiamo ed installiamo l’ultima versione di Firefox 3 disponibile, dopodiché apriamo la console Javascript e selezionamo la console degli errori. A questo punto, nella casella di testo dobbiamo scrivere il seguente testo e poi cliccare sul tasto Valuta:

Components.classes["@mozilla.org/appshell/window-mediator;1"].getService(Components.interfaces.nsIWindowMediator).getMostRecentWindow(”navigator:browser”).getBrowser().mCurrentBrowser.markupDocumentViewer.fullZoom = 2;

Così zoomeremo al 200% sulla pagina. Per ridurre lo zoom, basta usare numeri decimali come 0.1 o 0.4. Cert, per adesso è una specie di hack, ma prelude ad una bella caratteristica del nostro caro browser della volpe di fuoco! ;-)

AMD, tra nuovi processori e piattaforme

Logo AMD

Ieri si è tenuto il Technology Analyst Day 2007 di AMD, una conferenza nella quale è stato fatto il punto della situazione attuale di AMD praticamente in ogni settore di cui si occupa attualmente. Non hanno parlato solo di processori, quindi, ma anche di piattaforme, Fusion e tecnologie produttive. Ad ogni modo, in quest’articolo mi concentrerò sulle novità relative alle CPU.

Sono state definite le caratteristiche principali di Barcelona, che dovrebbe essere rilasciata al pubblico nel prossimo mese. Di che si tratta? Sarà una soluzione quad-core nativa, prodotta con processo a 65 nanometri e destinata a piattaforme server Socket F da 2 a 8 socket. Avrà 512 KB di cache di secondo livello e 2 MB di quella di terzo livello. Per quanto riguarda la RAM, possiamo affermare che supporterà memorie DDR2 Registered da 667 MHz, anche se verrà portata a 800 MHz all’inizio del 2008.

I relatori di questa conferenza hanno parlato anche del progetto “Budapest“, quad-core nativo a 65 nanometri. Le differenze con Barcelona sono da individuare nel supporto di memoria DDR2 Unbuffered e nel tipo di socket in uso, ossia la versione AM2.

Il successore di Barcelona, a quanto pare, sarà Shanghai, che dovrebbe apparire sul mercato nella seconda metà del 2008. Si tratta dell’evoluzione a 45 nanometri di Barcelona, ma avrà più cache di terzo livello: sarà di ben 6MB (contro i 2 MB di Barcelona). Con Shanghai verrà introdotto il supporto alle memorie DDR3, in particolare per il settore desktop.

Per tutti i processori citati, è prevista inoltre la realizzazione di versioni dual-core da utilizzarsi nelle piattaforme a singolo o a doppio socket. Che cosa vedrà, a questo punto, l’era post-Barcelona e post-Shanghai? A tal proposito le mire della casa di Sunnyvale sono piuttosto chiare. Ebbene, AMD ha la palese intenzione di portare soluzioni CPU x86 anche all’interno di dispositivi che attualmente fanno uso di processori con architetture diverse. Per questo sono in programma due soluzioni i cui nomi in codice sono Bobcat e Bulldozer. Entrambi sono due core per CPU, e non due processori finiti, che potranno essere implementati in vari modi per dare vita a differenti tipologie di processori. Le implementazioni possibili saranno modulari.

In realtà, la roadmap che è stata prospettata è messa a rischio dal ritardo considerevole che Barcelona ha già. Nonostante ciò, AMD dichiara di non voler variare i progetti futuri. Il colosso di Sunnyvale sarà davvero in grado di rispettare la propria tabella di marcia che vede Shanghai al debutto nella seconda metà del 2008 e l’accoppiata Bulldozer e Bobcat nel primo semestre dell’anno successivo? Lo scopriremo nei prossimi mesi… ;-)

Articolo d’approfondimento: Il futuro di AMD, sognando la riscossa.

I fattori di posizionamento sui motori di ricerca, ovvero SEO all’italiana

Su questo argomento, ovvero il posizionamento sui motori di ricerca ed i metodi per ottimizzarlo, si è scritto davvero molto. In particolare, se fate qualche ricerca  sul web potrete facilmente trovare numerosissimi articoli, ma sono prevalentemente in lingua inglese. È doveroso a questo proposito citare l’articolo Search Engine Factors version 2, di SEOmoz e curato da oltre 30 persone: contiene indicazioni molto chiare e professionali, permettendo di esaminare i fattori positivi, negativi oppure controversi in relazione al rendere visibile un sito web ai motori.

Vi starete chiedendo quale sia il motivo per cui abbiamo alluso alla materia SEO “all’italiana” nel titolo di questo post: ebbene, i ricercatori GT hanno pubblicato un documento analogo completamente in italiano, per la gioia di tutti noi: il titolo che gli hanno attribuito è, molto semplicemente, I fattori del posizionamento. Ovviamente non è una mera traduzione del testo indicato nel paragrafo precedente, ma piuttosto è una disamina della questione SEO (=Search Engine Optimization) dinamica e sostanziosa, se mi permettete l’espressione.

Ho messo tra i miei segnalibri personali questa nuova guida e credo di doverla studiare e applicare attentamente. Vi consiglio di leggerla e di scrivere qui un commento per esprimere il vostro parere, così ne parliamo. ;-)