Archive for Gennaio, 2008

ASP.NET 2.0 (o superiore) e le textbox ReadOnly

Circa una settimana fa ho riscontrato alcuni seri malfunzionamenti ad un sito web di stampo gestionale che sto aggiornando alla nuova piattaforma ASP.NET (in origine il progetto è stato creato in VS.NET 2003). Mi chiedevo come fosse possibile che una pagina perdesse il valore di alcune caselle di testo, appartenenti a certi user controls, attraverso il postback. Soprattutto, il codice “vecchio” funzionava egregiamente nel vecchio ambiente di sviluppo e non capivo perché invece non fosse così su VS.NET 2008.

Labirinto

Dopo ore e ore di debug dell’applicazione e di analisi tramite Sourcesafe, ho provato a cercare su Internet delle informazioni sul tipo di anomalia che mi si era presentata. Ho trovato un articolo dal tema ASP.NET 2.0 TextBox Ready Only losing client side changes, values across postback? In esso Harish Ranganathan spiega il motivo dell’esistenza di tanti grattacapi: sostanzialmente ASP.NET ha subìto alcune modifiche, per ragioni di sicurezza, nella versione 2.0 e nelle successive. Se un textbox ha la proprietà ReadOnly, qualunque cambiamento lato client viene ignorato.

Qual è la soluzione? Mettete il textbox scrivibile a livello di designer, ma poi dovete mettere la seguente riga di codice nel file .vb:

TextBox1.Attributes.Add(”readonly”, “readonly”)

Così otterrete un textbox in sola lettura, ma il suo eventuale valore (che impostate a runtime) verrà mantenuto attraverso i vari postback della pagina. Mica male no? ;-)

Mozilla conferma l’esistenza di una vulnerabilità ai Javascript

In un recente articolo di ZDNet intitolato Mozilla confirms Firefox proof of concept information leak vulnerability, Larry Dignan mette in evidenza una mancanza del noto browser Firefox, anche nelle sue ultime versioni: in sintesi, un malintenzionato potrebbe riuscire a caricare un file Javascript qualsiasi sul nostro computer.

Snyder, responsabile della sezione di Mozilla inerente alla sicurezza, ha confermato tale problematica attraverso un articolo nel Mozilla Security Blog. Il protocollo chrome, a quanto pare, ha bisogno di una messa a punto. I plugin come la Download Statusbar e Greasemonkey ne sono influenzati.

Non vedo l’ora che gli sviluppatori risolvano questo ennesimo bug. Che ne pensate? Continuate a considerare Firefox il vostro browser prediletto? Io la penso ancora così, nonostante tutto. :-D

Gli utenti di Digg si ribellano

In questi giorni molti utenti influenti di Digg hanno contribuito a portare sulla pagina principale l’articolo Two diggs one cup: in esso si parla delle modifiche fatte dallo staff di Digg stesso (il 23 gennaio) in relazione al numero di voti necessari affinché una notizia venga portata in prima pagina. Scendiamo nei particolari: ora servono 200 voti (i cosiddetti diggs), o anche di più.

Volete una prova? L’articolo succitato è riuscito a raggiungere la tanto agognata home page con 156 diggs (e svariati commenti associati). Pensate che fino ad una settimana fa potevano bastarne anche 100! C’era un tempo in cui erano sufficienti solo 30-40 voti per ottenere la massima visibilità, ma ora non è più così.

Quali sono le conseguenze di questa novità? Gli utenti “rinomati” di Digg, che hanno molti amici o sostenitori, riescono con relativa facilità a diffondere le informazioni che desiderano, mentre una persona media ha serie difficoltà. Il punto è che l’editoria sociale, per definizione, dovrebbe svolgersi su un piano equo. Ogni utente dovrebbe avere uguali chance di raggiungere la pagina principale attraverso le sue segnalazioni. Pare che la situazione attuale non sia questa. Molti utenti di Digg stanno pertanto costruendo una petizione per tentare di convincere lo staff del sito a fare un netto cambio di direzione: vedremo se riusciranno a produrre qualche risultato concreto…

Linux, non è tutto oro quello che luccica

Screenshot Unix

Oggi mi sento di spezzare una lancia a favore dei sistemi operativi Windows, che sono da tempo deplorati per i loro numerosi difetti. Vi spiego da cosa scaturisce tale pensiero. A causa del mio lavoro nell’ambito informatico, utilizzo Windows XP quotidianamente. Per diversi mesi, tuttavia, ho avuto l’onore di partecipare ad un’importante progetto di ricerca, per il quale ho dovuto adoperare Ubuntu e poi Fedora.

“Non è tutto oro quello che luccica”, così dice il detto, anche se in origine non era stato pensato per un simile contesto. Nonostante ciò, si è rivelato veritiero anche stavolta. Se è vero che i sistemi operativi di casa Microsoft non brillano certo per efficienza o leggerezza, è pur vero che le controparti Unix non sono sempre prive di lacune.

Io e alcuni miei colleghi di lavoro scoprimmo che purtroppo Ubuntu era praticamente inutilizzabile sul vecchio pc di test, perché richiedeva troppa RAM (almeno 256 MB, se non erro). Fedora invece era più alla portata dell’hardware che dovevamo usare, ma posso comunque affermare di averlo visto crashare. Può darsi che sia anche colpa dell’hardware datato e parzialmente incompatibile, ma mi fa capire come anche i sistemi open source hanno i loro pro e contro.

Voi, cari lettori, siete d’accordo o no? Mi rendo conto che questo è un argomento controverso, ma mi fa piacere leggere i vostri punti di vista… ;-)

Kipapa è un nuovo sito di editoria sociale

Logo di Kipapa

Forse non avete mai sentito parlare di Kipapa, perciò lo farò io: è un sito italiano di editoria sociale, un po’ come Fainformazione. L’ho conosciuto in quanto sono stato invitato dallo staff ad iscrivermi e a pubblicare gli articoli di Inforum: devo ammettere che ne sono lusingato!

Ora vi descriverò Kipapa più dettagliatamente. Ha anch’esso un sistema di inserzione e di votazione delle notizie, le quali sono suddivise in diverse categorie. Una differenza piuttosto importante rispetto ai siti dello stesso tipo è che è possibile inviare fino a 3 notizie in 3 ore, contro le 3 ogni 24 ore concesse da OKNotizie (per fare un confronto). Esprimo il mio parere: chi l’ha creato ha avuto una grande idea! È pure fornito di un sistema di gestione dei commenti ed è possibile creare feed RSS personalizzati, in base alle proprie preferenze.

Kipapa ha una feature che, sinceramente, sembra liberamente ispirata ai network di Delicious: su questo nuovo sito web 2.0 possiamo creare un nostro network che rappresenta due gruppi di persone: gli amici (persone le cui notizie proposte riteniamo interessanti) e i nemici (persone le cui notizie proposte e i commenti inviati riteniamo inutili. Non ci saranno mai mostrate le notizie proposte dai nostri nemici e i commenti da loro scritti saranno sempre nascosti). In questa cosa perlomeno si differenzia da altri rivali italiani.

Voi cosa ne pensate? Avete mai provato Kipapa? Qual è la vostra opinione in merito? Magari avete notato dei particolari che a me sono sfuggiti… ;-)